Sono Gian Luca Franceschini, dell’Azienda Agricola Isola.

Insieme a mio padre e a tutta la famiglia gestiamo la nostra azienda vitivinicola, un’azienda mista ma incentrata soprattutto sulla viticoltura, sulla vinificazione e la cantina.

L’azienda è abbastanza antica, la fondazione è del 1957 da parte di mio bisnonno. Ancor prima però l’azienda Isola era in mano alla famiglia Franceschini dalla fine del 1800.

 

Già alla fine dell’800 si produceva vino, si raccoglieva e si coltivava la frutta e c’era la stalla, come in tutte le aziende agricole della zona.

Negli anni ’80 ci fu una decisa svolta verso la viticoltura e la cantina, abbandonammo prima la stalla e poi le varie coltivazioni frutticole.

 

Oggi io porto avanti il lavoro di mio padre, lui ha prodotto soprattutto il Colli Bolognesi Pignoletto nella versione frizzante, spumante e fermo.

 

Io oggi continuo a fare questi tre vini ai quali poi abbiamo pian piano affiancato altri vini come il Riesling e i rossi Cabernet Sauvignon, Barbera e Merlot.

Negli ultimi anni abbiamo impiantato diversi vitigni nuovi e reimpiantato vecchi vigneti, sia nel comune di Monte San Pietro sia nel limitrofe comune Valsamoggia.

 

Abbiamo circa tre appezzamenti: uno dedicato soprattutto al pignoletto nella versione Colli Bolognesi Pignoletto Superiore, quello qui vicino alla cantina (soprattutto per i Colli Bolognesi Pignoletto Frizzante) e la zona di Castello di Serravalle dedicata a uve rosse come Barbera e Cabernet Sauvignon.

La filosofia produttiva è molto semplice, c’è una ricerca della tecnica adeguata ad avere vini di qualità, usiamo le pressature soffice e a uva intera per le uve bianche, e macerazioni più o meno lunghe per le uve rosse.

I vini più prodotti sono Colli Bolognesi Pignoletto Frizzante, ma negli ultimi anni siamo anche cresciuti con la versione tranquilla Colli Bolognesi Pignoletto Superiore, al quale negli ultimi cinque anni si sono affiancate sia la versione Spumante dei Colli Bolognesi Pignoletto che la versione Classico: una piccola selezione dei nostri vigneti più vecchi, che affina per un anno tra vasca in acciaio e bottiglia in cantina ed esce sul mercato solo nelle annate migliori. Anche ai nostri vini fatti da vitigni internazionali, come il Bianco Bologna, riserviamo la stessa cura, e lo stesso tanto per i due rossi giovani che sono il Merlot e il Cabernet Sauvignon, quanto per le selezioni importanti di Cabernet Sauvignon o Barbera.

Il nostro mercato è tendenzialmente locale poichè siamo un’azienda storica e legata al mercato bolognese, ma pian piano stiamo cominciando ad uscire dalla nostra zona andando verso la romagna e al di fuori della regione e magari dell’Italia stessa. Siamo comunque una piccola azienda, la nostra filosofia è quella della piccola azienda a gestione e conduzione familiare. Vogliamo quindi seguire oggi e domani l’intero ciclo produttivo, dalla vigna fino ad arrivare alla cantina e anche a quello che possiamo di commercializzazione.

Progetti per il futuro? Sono vari, l’importante per noi è il livello qualitativo dei vini che deve sempre e comunque migliorare e mantenersi costante nel tempo. Il mio sogno è quello di fare un grande Pignoletto, Superiore o Classico, che possa un po’ confrontarsi con i grandi nomi della viticoltura bianca italiana, e su questo ci stiamo mettendo tanto impegno.